chi-siamoDa sempre sia io che mio marito ci siamo dedicati al benessere delle persone in difficoltà e soprattutto Paolo come medico, tant’è che ci siamo conosciuti in Brasile in una di Salvador Bahia. Abbiamo fondato più associazioni di volontariato con l’aiuto di tanti amici e infine ma non ultima La Città degli Asini.

Il nostro sogno, tutti ne abbiamo uno, è semplicemente un “desiderio di felicità” da condividere con tutti, siano essi uomini o animali. Ecco perché nasce la Città degli Asini, un luogo dove alla base di questa convivenza ci sia il riconoscimento dell’individualità di ogni essere e del suo rispetto in quanto tale.

Mosè è arrivato a casa nostra per puro caso, nessuno di noi aveva mai avuto esperienze con l’asino. Abbiamo aperto le porte di casa nostra, come solitamente facciamo con tutti e lo abbiamo accolto come membro della nostra famiglia. Mio padre gli ha costruito la sua casa e delimitato il suo giardino. I miei figli hanno giocato con lui, ci siamo educati alla conoscenza vicendevolmente, abbiamo cercato di rispettare i suoi modi, tempi ed è iniziata una comunicazione con lui, fatta di gesti, abitudini, riconoscimenti e tantissimo amore incondizionato.

A Mosè devo dire grazie mille e più volte.

Grazie a lui, ed insieme a lui, molte mie paure sono emerse  ed ho imparato a gestirle in modo tale da non essere più condizionata ed ancora peggio limitata.

La famiglia di Mosè si è poi allargata e sono arrivati Penelope, Cleopatra, Titano, Michela, Ciuffa, Rosa, Stella, Gilda, Rossa e Kekka tutti salvati dal macello e da quest’anno cinque piccoli batuffoli di pelo girano nei recinti Adamo, Eva, Artù, Ginevra e Merlino.

Il solo toccarli, ascoltarli e vederli ti porta in una dimensione di pace e tutti i sensi sono sollecitati ed è un turbinio di emozioni. La loro comunicazione empatica ti lascia il segno ed è qualcosa che ti porti dentro un riscoprire emozioni che si erano dimenticate.

I miei asini hanno cambiato la mia vita, quella dei miei figli e di tutta la mia famiglia mi hanno permesso di conoscere persone meravigliose con le quali sto costruendo un percorso di crescita e di continua ricerca nell’ambito degli Interventi Assistiti con gli Animali (TAA-EAA-AAA).

L’Asino non fa miracoli, ci aiuta semplicemente a ricreare un contatto con noi stessi, ci permette di prendere tempo per ascoltare, ci aiuta rieducandoci al rispetto ed alla accettazione della nostra persona, non giudicando diventa il nostro compagno di vita mettendoci a disposizione tutte le sue conoscenze è per questo che io credo in loro e li ringrazio perché ogni giorno loro credono in me.

Tutti noi abbiamo necessità di strumenti per gestire al meglio le nostre emozioni, ma prima di tutto le dobbiamo riconoscere.

Cosa c’entra l’Asino con le emozioni?

Quasi tutti conoscono l’Asino, chi perché da bambino ci ha giocato nel cortile di casa o l’ha visto pascolare con i greggi di pecore; e chi non ha avuto il piacere di toccarlo, accarezzarlo sicuramente ne ha sentito parlare tramite le favole o grazie alle avventure di Shrek e il suo impavido amico ciuchino.

IL suo raglio, le orecchie così grandi e la sua curiosità hanno catturato la nostra attenzione e ci hanno regalato qualche sorriso .L’Asino se conosciuto e se considerato non più come oggetto, strumento, ma come soggetto, individuo con capacità emotive e di relazione può donarci molto di più.

Coinvolto in attività, mediate da operatori qualificati, diventa “trasduttore” convertendo le emozioni da una forma a un’altra, in modo che queste possano essere rielaborate dall’uomo.

Lelli Lorena (Responsabile Città degli Asini – Polverara – PD)