onoterapia

Rel. Dott. Paolo Rossaro – Convegno del 17/12/09
SERVIZI IN FATTORIA: Agrinidi, pet therapy e animazione

ONOTERAPIA: il ruolo del medico in Equipe

Tutto nasce da un osservazione assai acuta di mia moglie, nonché mia assistente in ambulatorio, la quale accompagnava, in attesa di una mia visita, i piccoli e adulti utenti, a volte irrequieti o emotivamente  coinvolti dall’attesa di un incontro con me, in visita da Mosé, un nostro asinello, il quale incuriosito s’interessava immediatamente,  ai nuovi visitatori.  Al rientro in ambulatorio dimostravano comunque un cambiamento nel loro comportamento. Lasciavano trasparire curiosità, incredulità, per la presenza dell’asino, cosi a portata di mano, ma soprattutto traspariva maggior tranquillità, minore eccitabilità, assenza di ansia. Un cambiamento in cosi poco tempo e in modo cosi insolito, fece scaturire molta curiosità in noi. E’ cosi che mossi i primi passi, in quello che sarebbe risultato il mio ruolo di medico in un equipe di Onoterapia.

Evidenziamo  alcuni punti chiave:

1) il lavoro di Onoterapia può avvenire solo e unicamente con una valutazione di equipe

2) il medico dell’equipe, preso atto della diagnosi si preoccupa di fissare la situazione clinica dal momento della presa in carica del paziente.

3) parteciperà alla stesura degli obiettivi con gli altri componenti dell’equipe, ovvero, psicologo, Veterinario, operatori e altre figure professionali.

4) valuterà nelle sedute fissate dall’Equipe eventuali cambiamenti o difficoltà cliniche che si dovessero presentare.

5) parteciperà alle riunione conclusive e alla stesura di un profilo che valuti quanto avvenuto a seguito del percorso terapeutico sostenuto.

Perché Onoterapia?

Parliamo di terapia, perché a tutti gli effetti un percorso terapeutico quello che viene posto in atto nella relazione uomo-animale. E’ una terapia che coinvolge le persone in una dimensione di totale interezza fisica (il contatto con l’animale), psichica (l’incontro, il coinvolgimento, le emozioni, le sensazioni, le paure vissute o superate, l’affetto, il legame), e o energetico (l’attrazione o la repulsione dall’animale).

Tutto ciò si sviluppa in un concetto di cambiamento di uno stato di essere, quindi oggettivabile, quindi inducibile, da qui deriva che l’intervento dell’animale è a tutti gli effetti un atto terapeutico. Tutto ciò ha un “valore terapeutico” solo se inserito in un contesto di intervento programmato, gestito e seguito da figure professionali in grado di quantificare passo dopo passo ciò che realmente sta accadendo.

Terapeutico: quando l’equipe interviene nell’osservare, gestire, modificare, rielaborare quanto di volta in volta scaturisce nel divenire del rapporto utente animale-operatore.

Conclusione

E’ pure vero che i limiti e i confini tra un processo terapeutico ed un momento ludico o di conoscenza di apprendimento, possono essere facilmente sovrapponibili, ma è anche vero che se il fine ultimo è il benessere della persona, qualunque attimo di vita potrebbe fregiarsi del titolo di “terapeutico”. Purché chi vi partecipa sia conscio di ciò che sta accadendo. E lo stupore ,l’affetto, il superamento dei limiti fisici e psichici è ciò che può avvenire nel rapporto tra asino e utente, purché sia sotto gli occhi di tutti come si suol dire “alla luce del sole”, e l’equipe della Città degli Asini come molta semplicità, umiltà e con tanta felicità lo può testimoniare.

 

Rel. Dott. Paolo Rossaro – Convegno del 17/12/09
SERVIZI IN FATTORIA: Agrinidi, pet therapy e animazione

ATTIVITA’ DI MEDIAZIONE CON L’ASINO (Onoterapia)

Le Attività di Mediazione con l’Asino sono interventi di “educazione e rieducazione” alla Relazione finalizzate a promuovere condizioni di benessere.

Le A.M.A sono attività co-terapiche di supporto alla medicina e alla psicologia tradizionale che hanno il compito di potenziarne gli esiti positivi svolgendo un lavoro parallelo agli altri interventi.

La dimensione significativa dell’incontro è la triade utente–asino-operatore che si rivela contenitore affettivo sicuro e accogliente che comunica e ascolta.

Il rapporto con gli animali rappresenta una opportunità, una strada privilegiata per ottenere risultati sul piano della comunicazione.

L’asino con le sue caratteristiche etologiche, fisiche, comportamentali e simboliche rappresenta potenzialmente un facilitatore alla Relazione.

La comunicazione non verbale diventa il canale preferenziale che rende possibile l’espressione, in modo graduale, più intima di sé.